Ci sono alcuni momenti in cui l’armadio trabocca, la stagione cambia e hai un desiderio matto di indossare qualcosa di nuovo per accogliere un nuovo periodo dell’anno. In questi momenti a me capita anche di aver paura a liberarmi degli abiti che non metto più, un po’ per non cadere nel consumismo, un po’ per non riempire a non finire gli armadi.

Da dove iniziare per rinnovare il gurdaroba?

Sicuramente dai valori! Una risposta meno scontata di quello che ti aspettavi ma partendo da qui ti garantisco che la soddisfazione per aver rinnovato quello che possiedi sarà amplificata!

Io parto da questi:

  1. fin da piccola mi hanno insegnato che non si butta via nulla;
  2. quello che non serve a me può servire (e piacere) a qualcun’altro;
  3. i capi che indosso devono farmi sentire bella fuori ma anche dentro;
  4. ciò che a me rende felice non deve essere di danno a chi lo produce.

Prima di andare a fare acquisti apri l’armadio e …

…se hai tempo a disposizione inizia dal principio e dedicati a riordinare e riorganizzare tutto quello che possiedi con metodo. Seguendo le regole suggerite da Marie Kondo nel suo “Il magico potere del riordino“, farai un gran bel lavoro che alleggerirà anche lo spirito.

In alternativa ci sono almeno due cose che meritano essere messe in pratica prima di andare per compere:

  1. scegli alcuni abiti che non utilizzi più che dovranno lascire il meritato posto e respiro a quelli nuovi che arriveranno;
  2. individua quel capo che ti piace molto ma non indossi mai perchè non riesci a trovare il giusto abbinamento e fallo diventare il punto di partenza per quando andrai per negozi.

Cosa posso fare degli abiti usati che non voglio buttare?

Gli abiti che non indossi più non sempre meritano di essere buttati e possono prendere diverse strade.

Hai mai pensato che quello che non utilizzi, se ancora in buono stato, possa addirittura aiutarti ad acquistare qualcosa di nuovo? Ci sono diverse modalità per recuparare qualcosa dai tuoi abiti usati, dai gruppi dedicati alla acquisto, vendita e scambio nei social network ai negozi o siti internet dedicati.

Io personalmente non amo occuparmi direttamente dello scambio pertanto il più delle volte mi affido ad ArmadioVerde, un sito internet che ritira gratuitamente le tue cose, le rimette in vendita attraverso la sua vetrina online e ti riconosce un valore virtuale per tuoi futuri acquisti. Su ArmadioVerde ci sono anche abiti ancora nuovi con tanto di cartellino.

Quello che non merita di essere rivenduto può essere regalato a persone bisognose, anche in questo caso attraverso social network o iniziative benefiche presenti nel territorio in cui vivi, ma può anche essere consegnato presso alcuni punti vendita in occasione di campagne saltuarie o permanenti di recupero prodotti tessili e ti può essere riconosciuto un valore virtuale o un buono sconto.

Come acquistare in maniera più equa?

Una via per garantire acquisti che non danneggino chi produce è quella di scegliere produttori italiani che garantiscono tutela ai lavoratori, paghe congrue e non utilizzano lavoro minorile. E’ possibile scegliere le piccole realtà artigianali locali in cui è possibile conoscere personalmente chi lavora quello che indosserai.

Ed ora, finalmente, è arrivato il momento delle compere con il piacere di rinnovarsi senza dimenticare l’aspetto della sostenibilità!