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12/03/2018, 14:00

uova



Pasqua-e-pasquetta-tempo-di-uova


 Consigli, suggerimenti e tante idee per scegliere, conservare ed utilizzare in tranquillità le uova



Arriva Pasqua e come non parlare di uova?

Ecco che allora ti ripropongo dei post che già trovi in questo blog in cui sono loro le protagoniste e poi un po’ di idee, da usare in cucina ma non solo, per fare Pasqua e Pasquetta come si deve.

Innanzittutto ti suggerisco un vademecum su quali sono i comportamenti corretti per trattarle in sicurezza con tanto di infografica dedicata da poter scaricare e memorizzare nei tuoi dispositivi.

Poi una guida che ti aiuterà a scoprire di più su quello che acquisti quando metti nel carrello una confezione di uova.

E per concludere tante proposte dalle blogger del progetto "L’ingrediente in comune": 

IDEE PER IL PIC NIC
Torta salata con il risotto avanzato di Cucinare le stagioni
Muffin e plumcake per il pic nic di Pasquetta di Maison Lizia
Pizza di Pasqua al formaggio di Il piatto del giorno  
Crescia marchigiana al formaggio di Sano Bio Gluten Free
Noi abbiamo inventato lo sfiziovetto!! di Le cene del giovedì

PRIMI PIATTI

DOLCI ... ANCHE TIPICI
Crostata vegana cioccolatosa di Cucina & tentazioni

VIAGGI E GITE FUORI PORTA

DIARIO ILLUSTRATO
Pasqua di Fragiacomo Alessandra
12/02/2018, 14:00

cioccolato, data di scadenza



E-se-il-cioccolato-fiorisce?-Suggerimenti-d’uso-e-di-conservazione-del-cibo-degli-dei.


 Cosa fare se sulla superficie del cioccolato si forma una patina bianca?



Non so a te ma a me capita di dover dare un freno alla voglia di cioccolato proprio quando la casa ne è piena e, una volta che me ne sono finalmente scordata per un po’, ecco che felice lo riscopro in qualche angolo della dispensa, ma intanto lui si è ricoperto di una antipatica patina bianca.

Che fare? Sarà diventato pericoloso? Come conservarlo meglio la prossima volta? Mille dubbi!

È ora di capirne qualcosa di più! E’ un vero peccato sprecare cibo, figuriamoci quello degli dei!

Innanzitutto è bene sapere che la patina bianca non è nulla di dannoso ma solo una reazione di protesta del cioccolato ad una cattiva conservazione che ne compromette esclusivamente le caratteristiche sensoriali (colore e forse sapore).
Tecnicamente il cioccolato ha subito la fioritura, ovvero la fuoriuscita dalla sua struttura del burro di cacao o dello zucchero formando sulla superficie una patina uniforme, macchie, striature o grumi di colore bianco-giallastro o bianco-grigiastro a causa di un ambiente di conservazione con temperatura o umidità non adeguate.

Il modo migliore per conservare il cioccolato affinché non presenti poi difetti è lasciarlo nella confezione originale oppure avvolgerlo nella pellicola di alluminio e posizionarlo in un luogo fresco e asciutto. Certo! Ma in pratica ma cosa significa "luogo fresco e asciutto"? L’errore più comune è pensare che sia il frigorifero, in particolare d’estate. In realtà questo è il posto meno adatto sia per l’umidità eccessiva sia per la temperatura troppo bassa. Infatti la temperatura ideale è quella costante intorno ai 18-20°C e per limitare la penetrazione dell’umidità nel cioccolato puoi metterlo in un contenitore chiuso, infatti la chiusura ermetica crea un ambiente ben isolato che impedisce l’ingresso delle goccioline d’acqua.

Ricorda comunque che la fioritura è solo un problema estetico, non di sicurezza alimentare, quindi assaggia il cioccolato e, se è ancora buono al palato, lo è anche per tutto il resto. Non sprecare alimenti che ancora possono essere ancora consumati nel rispetto di tutti coloro che hanno messo il loro amore per produrre quell’alimento, di chi non può avere il piacere di assaporarlo e dell’ambiente che nessuno restituirà né a noi né ai nostri piccoli!

Ultima curiosità: lo sapevi che la fioritura dei grassi si verifica anche in altre cose oltre che nel cioccolato? Un classico esempio è quello che succede in campo cosmetico con le matite per occhi e bocca che, se non conservate correttamente, ancora una volta alla giusta temperatura e umidità, si ricoprono della stessa patina bianca del cioccolato. Suggerimenti? Anche in questo caso nessun pericolo e ricordati di riporre in contenitore chiuso a 18-20°C.

Ed ora per augurarti buon San Valentino, tante fantasiose idee al cioccolato, e non, dalle blogger del progetto "L’ingrediente in comune":

PRIMI PIATTI

DOLCE
Muffin con panna montata e fragole di Il piatto del giorno
Torta Foresta Nera di Ladies are baking
Crostata di pere e nutella di Segreti di mamma
Mousse extracioccolato con avocado di Sanobioglutenfree 

RICETTE VEGANE
San Valentino sano e vegano! di Le cene del giovedì

SALUTE E BENESSERE

ILLUSTRAZIONE
San Valentino di Alessandra Fragiacomo

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06/02/2018, 17:40

data di scadenza, termine minimo di conservazione, spreco alimentare



Date-di-scadenza,-come-riconoscerle-e-gestirle


 Non tutto le date di scadenza sono uguali, da cosa dipende la differenza?



Partiamo da alcune domande:

C’è una reale differenza tra la data di scadenza con il "preferibilmente" e quella senza?

Quali sono i rischi nel consumare alimenti scaduti e alimenti "preferibilmente" scaduti?

E’ meglio buttare via tutto o assaggiare?

Effettivamente le date di scadenza non sono tutte uguali. 
In realtà quando si parla di "data di scadenza" si intende esclusivamente la scritta "da consumarsi entro il ..." mentre il "da consumarsi preferibilmente entro il ..." tecnicamente viene detto Termine Minimo di Conservazione (TMC). La prima è un limite tassativo, mentre il secondo un consiglio.

Ma a cosa è dovuta precisamente questa differenza? La diversità è data dalla capacità di moltiplicazione della carica microbica in alcuni alimenti mentre in altri no.
Infatti succede che negli alimenti con data di scadenza superata il numero di microrganismi può aver oltrepassato il livello di sicurezza proprio perché questi alimenti hanno tutte le caratteristiche per essere un buon ambiente di sviluppo per questi esserini, diventando così un vero e proprio pericolo al consumo. Tutt’altro accade nei cibi che riportano un TMC , infatti questi hanno delle peculiarità che li rendono un ambiente ostile per la moltiplicazione dei microbi. Questa ostilità comporta che le caratteristiche di sicurezza dell’alimento si mantengono intatte anche dopo la data "di scadenza" mentre a subire modifiche possono essere le caratteristiche sensoriali ovvero sapore, fragranza, colore, odore... Essenzialmente in questo caso possiamo dire che perdiamo in qualità ma non in sicurezza. 

Un classico esempio per capire quanto detto sopra è dato dal latte. Se acquisti il latte fresco pastorizzato (per intenderci quello che trovi al supermercato in frigorifero) che riporta la data di scadenza (da consumarsi entro) è necessario che tu lo consumi entro questo termine perché altrimenti c’è il  rischio di aumento esagerato della sua carica microbica patogena e cattiva per l’organismo. Se invece compri il latte UHT (che normalmente lo trovi nelle scaffalature fuori dai frigoriferi), che ha subito dei trattamenti termici di sterilizzazione che abbattono sostanzialmente il numero di microrganismi pericolosi naturalmente presenti nel latte, vedrai sulla confezione non più una data di scadenza ma il termine minimo di conservazione. Questo ti garantisce che il latte potrà essere conservato e consumato a lungo, anche oltre la scadenza se la confezione rimane chiusa, perché al suo interno la carica batterica non è tale da trasformare l’alimento in un pericolo.

In conclusione gli alimenti con data di scadenza vanno consumati tassativamente entro la data  indicata dal produttore e a seguire è necessario eliminarli perché la presenza di microrganismi "cattivi" li trasforma in alimenti dannosi. Mentre quelli con termine minimo di conservazione, quando superano la data preceduta dal "preferibilmente", continuano a mantenere inalterate le loro garanzie di sicurezza e quindi possono essere messi alla prova ed assaggiati per capire se ancora buoni al nostro palato. E’ sempre buona abitudine comunque non superare largamente il termine di consumo che indicato dal produttore.

Non dimenticare che eliminare alimenti ancora sicuri e buoni favorisce lo spreco alimentari che inficia sul portafoglio ed eticamente sulla sostenibilità.


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